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Tema del mese di aprile

Semi di chia e semi di lino

I semi di chia e i semi di lino provengono da terre separate da un vasto mare e da migliaia di chilometri. Ma hanno comunque molte cose in comune: sono entrambi piccoli semi dal sapore nocciolato, hanno diversi utilizzi e soprattutto contengono una gamma simile di sostanze preziose.

Semi di lino

Il primo ritrovamento dei semi di lino risale al 6000 - 8000 a.C. nel Vicino Oriente. Gli archeologi hanno scoperto i semi sia nella loro forma selvatica sia come tessuti. Del resto, già gli antichi Egizi utilizzavano tessuti di lino per mummificare i loro defunti. Per lungo tempo la coltivazione si è concentrata sul lino tessile, comunemente chiamato lino. In origine probabilmente questi semi ricchi di olio erano considerati solo come un prodotto secondario poiché quando le capsule mature si schiudevano, si disperdevano e la raccolta era molto difficoltosa. Oggi il lino si presenta nella sua forma selezionata, le capsule restano chiuse. Un’altro aspetto è cambiato radicalmente: dallo scorso secolo il lino ha perso terreno, il cotone e i prodotti affini gli hanno tolto il primato tra le fibre tessili. Le coltivazioni di lino che vediamo oggi, un’erba annuale dell’altezza di 60-100 cm, sono destinate alla produzione di olio. È una pianta bella da guardare, con il suo stelo spigato su cui per settimane continuano a fiorire boccioli celesti e viola. Da questi fiori si sviluppano formazioni sferiche che si schiudono in sei-sette piccoli semi, che a seconda della specie variano dal giallo oro al marrone. Questi semi contengono circa il 30-40% di olio, per lo più sotto forma di acidi grassi polinsaturi omega-3. Anche il contenuto di fibre alimentari è straordinariamente elevato: circa 30 grammi ogni 100 grammi di semi di lino. I semi di lino hanno effetti mucolitici e un’elevata capacità di assorbimento, per questo si raccomanda di assumerli sempre con una quantità sufficiente di liquidi. Tutte queste preziose sostanze sono racchiuse da un duro guscio, per questo è indispensabile una lunga masticazione. Ancora più indicato sarebbe pressare, tritare o macinare i semi di lino prima di consumarli. Il lino può essere aggiunto al müesli, all’impasto di pane e panini, alle patate, al formaggio fresco e a molti altri alimenti. 

Semi di chia

La pianta di chia è una pianta di salvia probabilmente originaria del Messico e del Guatemala. In questi paesi, e ormai anche in altri paesi sudamericani come il Perù, la Bolivia o l’Argentina, questa pianta arriva fino a due metri. Per crescere ha bisogno di molto sole, calore e di umidità sufficiente – alle nostre latitudini la sua coltivazione non sarebbe redditizia. La pianta di chia è decisamente indicata per gli amanti del giardinaggio che coltivano per hobby e non per il raccolto. I semi di chia possono essere seminati anche in giardino. Basta seminarla per tempo sul davanzale della finestra a una temperatura mite e con un pizzico di fortuna avere un’estate lunga, calda e umida senza repentini cambiamenti di temperatura.  Le api ne sarebbero molto grate, perché amano molto i suoi fiori viola. Ma l’importanza universalmente riconosciuta della pianta di chia non sta nel suo utilizzo decorativo o nel fatto che dia nutrimento agli insetti. Sono i suoi semi, bianchi, grigi o marroni a seconda della specie, a renderla così popolare da noi. Curiosamente, i semi di chia hanno molte cose in comune con quelli di lino. Anche i semi di chia, infatti, sono molto oleosi e hanno un elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi omega-3. Al tempo stesso rappresentano un’importante fonte di fibre alimentari dall’elevata capacità di assorbimento. Mescolando i semi di chia in acqua, in una bevanda a base di cereali o in un altro liquido, si ottiene un gel perfetto per i frullati o per i prodotti da forno. Ai sensi del regolamento sul novel food  (novel food = nuovi alimenti), l’assunzione giornaliera non dovrebbe superare i 15 g. Questi 15 grammi sarebbero ampiamente sufficienti a integrare il proprio programma alimentare di acidi grassi preziosi e fibre alimentari. Lo stesso vale per i semi di lino locali.