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Frutti di bosco -Tema del mese di luglio

Vogliamo raccontare l’interessante storia di fragole, lamponi e dei loro simili, chiamati comunemente frutti di bosco o anche bacche, nonostante in realtà, dal punto di vista botanico, questi frutti non sono sempre delle vere e proprie bacche.

Fragole

Questo frutto composito dal colore rosso brillante apre la stagione dei frutti di bosco nei nostri orti. Le nostre fragole da giardino sono nate da un incrocio casuale di due tipi diversi di fragole, geograficamente nemmeno molto vicine. Nel 17o secolo, infatti, è stata importata dal Nord America in Europa una varietà di fragole chiamata fragola scarlatta. Parallelamente è arrivata dalle Ande la fragola cilena. Dalla coltivazione casuale di queste due tipologie in diretta vicinanza è nato un frutto grande e rosso dal buon sapore: questa è l’origine della nostra attuale fragola da giardino. Il suo aspetto e il suo profumo sono stati motivi sufficienti per assegnarle l’armonioso nome botanico di fragaria ananassa. Attualmente ci sono oltre 1000 tipologie di fragole. Sappiamo tutti però che una fragola grande, perfetta, di color rosso scuro non è purtroppo garanzia di un buon sapore, ma con un po’ di fortuna riusciamo a trovare ancora oggi, soprattutto in zone ombreggiate e nascoste, le piccole e dolcissime fragoline di bosco.

Lamponi

Il nome di questo frutto è fatto discendere da alcuni dal termine greco "lampo", ovvero "risplendo". Questo perché i lamponi, di colore rosso, risplenderebbero in maniera sgargiante tra le foglie. Il nome botanico di questo frutto appartenente alla famiglia delle rosacee è stato invece da sempre rubus idaeus. Il lampone è originario dell’Eurasia. Nell’antichità, questo frutto e in particolare le sue foglie erano una pianta officinale molto apprezzata, coltivata successivamente in numerosi monasteri. La raccolta dei frutti maturi si svolge da fine giugno a metà settembre. Queste piante, coltivate in giardino o attorno al muro di casa, non sono eccellenti solo per preparare crostate e marmellate o da gustare direttamente, ma i loro piccoli fiori sono anche una ricca fonte di nettare per api e farfalle e sono quindi un luogo molto amato dagli insetti.

More

Questo frutto dal brillante colore blu tendente al nero, imparentato con il lampone, ha un aspetto molto piacevole. I frutti maturi possono essere raccolti dagli steli in tarda estate. È consigliabile gustarli freschi il giorno stesso dell’acquisto o della raccolta, perché perdono velocemente il loro succo violastro, diventando presto mollicci. Le more hanno un sapore dolce e sono una vera delizia. Straordinarie nella forma e nel colore, sono ideali come gustose decorazioni di dolci.

Il ribes e la sua storia

Il mese della raccolta dei ribes inizia verso la fine di giugno. L’origine del termine, secondo alcuni autori, deriva dall’arabo e significa “acido”, per altri, si tratta della latinizzazione della forma germanica “Mübsee”, diminutivo dell’antico “Meba” che significa enigma. Questi piccoli frutti hanno una storia molto giovane, infatti vengono nominati per la prima volta, nella loro forma selvatica, ai tempi di Ildegarda di Bingen. Gli antenati dei ribes da giardino sono originari dell’Europa e dell’Asia del nord, dove è ancora possibile trovarli nei boschi o tra le rocce. Inizialmente, le persone non erano interessate tanto al loro gusto agrodolce, quanto alle loro proprietà terapeutiche, motivo per cui questa pianta veniva coltivata in molti monasteri. Infatti, a quei tempi il ribes nigrum, la varietà nera del frutto, che è una vera e propria bacca dal punto di vista botanico, veniva utilizzato come rimedio efficace contro la gotta. Questa piccola bacca acidula può essere bianca, rosa, rossa o nera. Tra tutti i tipi di frutti di bosco, il ribes è quello con il più alto tasso di acidità, soprattutto la varietà nera è nota per il suo gusto acre. I ribes rossi e bianchi possono essere gustati freschi, mentre quelli neri sono più adatti per succhi, confetture o composte. 

Mirtilli

Una buccia liscia, opaca di color blu scuro racchiude una polpa chiara e dolce dagli accenti leggermente aciduli. In Europa e nell’Asia del nord crescono circa 150 varietà di mirtilli selvatici. Il periodo di raccolta è tra luglio e settembre. I mirtilli continuano a maturare anche dopo la raccolta. Poiché questi frutti sprigionano il loro aroma al meglio a temperatura ambiente, si consiglia di toglierli dal frigorifero qualche minuto prima di servirli. Solitamente i mirtilli vengono gustati da soli o con l’aggiunta di un cucchiaio di panna. Un suggerimento per i buongustai: omelette dolce con mirtilli e sciroppo d’acero.

Macadamia

Questa noce ha origine nel Queensland, dove già era apprezzata dagli indigeni australiani come alimento ricco di grassi. L’albero di macadamia a foglia caduca cresce fino a raggiungere i 15 metri e sulle sue infiorescenze a grappolo crescono piccoli frutti rotondi che racchiudono - in un guscio capace di resistere anche ai nostri schiaccianoci - una noce bianca e giallastra di macadamia. Il suo aroma burroso e corposo la rende una vera delizia, ideale da sgranocchiare pura, nei biscotti o come crema esotica da spalmare.

Arachidi

Le arachidi sono legumi che crescono sotto terra. Arrivano sul mercato già tostate per aumentarne la durata di conservazione e per eliminare le sostanze amare. Il loro sapore speziato arricchisce una serie di piatti dal gusto intenso.

Mandorle

Le mandorle sono i frutti di piante della famiglia delle rosacee, amanti del clima mite come quello della Spagna o dell’Italia. Dopo la raccolta, le mandorle vengono seccate al sole e sgusciate subito prima di essere spedite. L’aroma delicato delle mandorle dolci rende irresistibili dolci e budini.

Come si conserva la frutta secca a guscio?

I frutti interi non sgusciati dovrebbero essere conservati in confezioni ermetiche al buio e in un luogo fresco e asciutto. Solo così potranno mantenere il loro aroma ed essere al riparo dalle infestazioni di muffe. I frutti già sgusciati o tritati, invece, devono essere conservati in confezioni ermetiche in frigorifero.