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Tema del mese di settembre: la noce di cocco

Non sapremo mai se siano state davvero le noci di cocco a provocare l’ammutinamento del Bounty, di sicuro il cocco è un frutto che, con il suo sapore unico, entusiasma milioni di persone in tutto il mondo.

Conosci le cause che hanno portato all’ammutinamento del Bounty?

Sembrerebbe che siano state delle noci di cocco sparite che, nel 1789 sul famoso veliero, crearono il conflitto che portò poi all’abbandono in mezzo al mare del capitano William Bligh. Non sapremo però mai se la colpa sia davvero da attribuirsi a delle noci di cocco. Di sicuro questi frutti dal succo aromatico e perfettamente adatti alla conservazione costituivano una delle provviste più importanti durante i lunghi viaggi in mare. Anche nella loro patria, le regioni tropicali, è impossibile immaginarsi un mondo senza la palma da cocco e i suoi frutti. Con il suo legno e le sue foglie questa pianta può essere utilizzata in tantissimi modi diversi: come combustibile, come materiale di riempimento e di costruzione, come concime e come parasole e per costruire tetti, cesti e molto altro ancora. La parte più importante della pianta è però la noce di cocco stessa e tutti i prodotti che con essa è possibile realizzare. 

La noce di cocco

Difficile immaginare i mari del sud senza questa palma ondeggiante alta fino a 30 metri. Sulla sua punta superiore crescono grandi foglie a forma di ventaglio che fanno ombra alla pianta stessa e a tutto ciò che si trova sotto di essa. Attenzione, però: quando cadono, le noci di cocco possono diventare pericolose. Ognuna di esse può pesare fino a 2 chilogrammi. La tipica noce di cocco dura e marrone che si può acquistare qui da noi, in realtà è solo il seme del frutto. Fresca, la noce di cocco è ricoperta da un involucro fibroso e da un rivestimento impermeabile di colore verde.

Le informazioni Who is Who dei prodotti a base di cocco

Fino a non molto tempo fa nelle nostre cucine i prodotti a base di cocco erano rari. E se c’erano li si trovava soprattutto come ingredienti per dolci natalizi o per la preparazione di zuppe dal sapore allora considerato esotico. Nel frattempo le cose sono cambiate: da un po’ nelle nostre dispense non mancano l’olio, la farina e anche lo sciroppo di cocco.

Acqua di cocco

Questa bevanda un po’ dolciastra (chiamata anche coco drink) è composta dall’acqua contenuta nelle noci di cocco di circa sette mesi, quindi non ancora mature. Spaccando la noce con un machete si raggiunge il liquido fresco, che non solo ha un buon sapore, ma vanta anche poche calorie e pochi grassi. Il modo migliore di gustare l’acqua di cocco è ben fresca!  

Latte di cocco

Dopo circa un anno le noci di cocco maturano e perdono quasi tutta la loro acqua. Al suo posto si forma una polpa chiamata copra. Tritandola, lavandola con acqua e pressandola si ottiene il latte di cocco. Il suo esotico e dolce sapore lo rende la base perfetta per la preparazione di piatti asiatici, zuppe, dessert e cocktail. A proposito, se il latte di cocco forma una patina sul barattolo in cui è contenuto si può star sicuri che esso non contiene stabilizzanti né addensanti. Basta scuotere bene, riscaldare leggermente il latte e rimuovere i resti grattando il barattolo.

Olio di cocco

Per ottenere l’olio di cocco si trita la polpa, la si fa seccare e la si pressa. Fra gli oli vegetali quello di cocco è molto ricercato poiché è composto quasi esclusivamente da acidi grassi saturi, il che lo rende molto stabile al calore. Un’altra particolarità: il punto di fusione dell’olio di cocco si situa attorno ai 23 gradi circa. Per questo ai tropici l’olio di cocco è liquido, mentre da noi tendenzialmente solido. A seconda del suo aspetto viene chiamato olio o grasso. Alcuni produttori usano però queste due denominazioni, che in realtà sono sinonimi, per differenziare tra i prodotti vergini e quelli raffinati. Chi cerca il sapore autentico del cocco dovrebbe sceglierne la variante vergine poiché quella raffinata è stato privata delle sue componenti odorifere e gustative.

Mousse e chips di cocco e cocco grattugiato

Se la polpa del cocco viene macinata finemente si ottiene una mousse. Anch’essa diventa molto morbida a temperature superiori ai 23 gradi. La mousse di cocco può essere spalmata sul pane o utilizzata come ingrediente nei dolci e conferisce una nota piacevolmente tropicale ai curry, alle zuppe e alle salse. Se la polpa viene invece cotta al vapore, grattugiata ed essiccata, si ottiene il classico cocco grattugiato, disponibile in una variante più fine e in una più grossolana (le cosiddette chips).

Farina di cocco

La polpa parzialmente sgrassata, essiccata e grattugiata finemente dà origine a una farina che conferisce ai dolci una delicata nota di cocco, che lega zuppe e salse e che rende ancora più deliziosi i milk shake e gli smoothie. Da un punto di vista nutritivo-fisiologico la farina di cocco naturalmente priva di glutine è un prodotto molto interessante poiché in proporzione contiene un’alta percentuale di proteine e fibre. 

Sciroppo e zucchero di fiori di cocco

In questo caso la materia prima è costituita non dalla noce, ma dal fiore di cocco. Si tratta di una lavorazione complessa: l’infiorescenza viene staccata a mano, svuotata del suo nettare, che ha un alto contenuto di zucchero, e in seguito filtrata e cotta fino a ottenere uno sciroppo scuro che non ha quasi alcun aroma di cocco. Aroma che non presenta nemmeno lo zucchero di fiori di cocco, ricavato dallo sciroppo cristallizzato e tritato. Entrambi questi prodotti conferiscono però a dolci, bevande o dessert una piacevole nota caramellata.